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Perché farsi buoni amici

Gli amici sono importanti. Avere una propria rete di relazione è importante. Ma quanto? E perché?


Pensa all’aria: se è poca, viziata, stantia, sporca, si respira male. Se manca del tutto, non si respira per niente. In quel caso, per quanto possa essere bravo in apnea, non ho speranza sul lungo periodo. Con le relazioni è uguale.
Perciò in questo articolo parlerò dell’importanza di avere buoni amici.

Mi dirai: e ci vuole un articolo per questo?
L’idea mi è venuta dopo aver notato che, fra gruppi Facebook, siti e blog dedicati alla crescita e allo sviluppo della persona, esistono una quantità notevole di argomenti che trattano di individuare, evitare o allontanare le persone che ci “rubano energia” – i cosiddetti vampiri energetici (online c’è una letteratura immensa sull’argomento) – , ma poco o niente su come e perché costruire una rete di relazioni positiva.

Investire tempo e energia per evitare, cioè per “non avere” qualcosa è assurdo, quando lo stesso tempo si potrebbe impiegare per costruire. Detta in altro modo: è meglio imparare a evitare le persone sbagliate o a cercare quelle giuste?

La relazione di coppia e gli amici sono forse le uniche relazioni in cui abbiamo totale libertà di scelta. Vale quindi la pena di spenderci un po’ di tempo e energie, per trovarceli buoni, no?

Chi sono i buoni amici?

Quali sono le caratteristiche di una buona rete di relazione? Come deve essere perché sia positiva, vitale, appagante, realizzante, entusiasmante e qualsiasi aggettivo vi voglia venire in mente?

Non credo esista la ricetta esclusiva. Mi limito a proporre la mia.
Gli amici per me importanti, quelli che formano la mia rete di relazione fondamentale, sono quelli che:

  • si esprimono e si mostrano il più possibile per come sono
  • accolgono la mia espressione
  • sono una sfida a essere migliore

Perché avere buoni amici?

I primi due elementi sono fondamentali.
Avere accanto persone che si mostrano nella loro verità, che hanno l’abilità di accogliere la mia, è un valore inestimabile. È la misura di quanto profonda e reale sia un’amicizia, o un rapporto di coppia o un qualsiasi tipo di relazione. Per ora non ci spenderò altre parole.

L’ultimo elemento, una volta realizzati i primi due, è forse quello che fa la differenza.
Fa la differenza fra un amico con cui ho piacere di farmi due chiacchiere e una birra una volta ogni tanto, da quello con cui percorro lo stesso cammino di vita.
È una differenza non da poco.

Questi amici sono una sfida perché guardano lontano. E io, che non vorrei alzare lo sguardo più in là dei lacci delle scarpe, sono costretto a una scelta. Se voglio questi amici, devo guardare lontano anch’io.

Ci sono stati momenti in cui mi sono fermato, in cui ho persi treni e occasioni e quelli in cui sono andato avanti, nonostante la sofferenza.
Se osservo con attenzione, la differenza non riguarda tanto la mia abilità personale, quanto la qualità e la quantità delle persone che avevo accanto.
Fallire è più difficile, con accanto delle belle persone che tengono per la tua vittoria.

È come avere degli amici che amano andare in montagna.
Oggi ti dicono che si va in gita al lago. E tu pensi, bene, la gita al lago si può fare.
Ci prendi gusto, vedi che ti piace e decidi di seguirli ancora.
La volta dopo, decidono di alzare il tiro
«Andiamo in un rifugio» dicono.
Tu ti lamenti un po’, dici che non hai voglia di fare troppa fatica. Loro insistono, che sarà una bella esperienza. Ti convinci e vai. La proposta è interessante. Fai più fatica, ma ne vale la pena.

«Saliamo più in alto» dicono la volta successiva.
Lo zaino è più pesante, la salita più lunga. Stavolta non ce la fai. È molto meglio rimanere a casa.
«Guarda che è davvero bello» dicono gli amici «Niente a che vedere con l’ultima volta».
Ci pensi: sarebbe un peccato perdersi una gita così interessante, in compagnia di persone così belle. Così vai, con le gambe che implorano pietà e i polmoni che gridano vendetta. Quando arrivi, il panorama mozzafiato e l’atmosfera della montagna spazzano via ogni fatica. Ne valeva la pena, eccome!

E a forza di andare, vedrai che prima o poi la prossima gita la organizzi tu…

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Ok, ma come faccio?

Non c’è un manuale su come scovare belle persone, su come costruire una relazione duratura nel tempo. Parte tutto da me.
Più mi occupo di diventare una bella persona, piacevole, interessante, più avrò possibilità di incontrare e soprattutto riconoscere belle persone. Sarà banale, ma è così. È una strategia che comprende, in contemporanea, due attività:

  • desiderare e scegliere di migliorare le proprie abilità di relazione. Questa è la via maestra per diventare una bella persona (in potenza lo siamo tutti…in atto, un po’ meno!)
  • desiderare e scegliere di avere più amici e di maggiore qualità.

Per dare un’indicazione operativa, iniziare da uno va già benissimo. Gli altri verranno a seguire.

Le buone notizie

La propria rete di relazioni si può migliorare. Le proprie abilità personali si possono migliorare. Migliorando una, si può migliorare anche l’altra. In effetti, le cose avvengono quasi in contemporanea.

Non c’è niente di magico. I risultati arrivano. Basta perseverare.
Inutile anche mentire: gli amici che guardano lontano sono impegnativi. Ti mandano in crisi. Ti costringono a fare fatica, quando non avresti pensato di farne. È una scelta non da poco, quella di avere amici che vogliono salire sempre più in alto.

Vale la pena di cercarli così gli amici? Io dico di sì. Salire in vetta è difficile, ma da lassù vedi il mondo come non l’avresti visto mai stando in pianura.

Ed è molto meglio che passare il tempo a stanare “vampiri energetici” e piantar loro metaforici paletti nel cuore.

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