Rune_G_2_3_2_Hr

L’abilità di ascoltare, non si può dare per scontata e non è così semplice da conquistare, bisogna allenarla tante volte, non è detto che tutti ce l’abbiano.

Quanto è complesso fermarsi ad ascoltare il dolore dell’altro, ascoltare le sue paure e le sue preoccupazioni?Ascolti e se sei empatico, in un attimo le sue preoccupazioni, le sue paure, il suo dolore lo senti nella pelle, in ogni parte del tuo corpo e quando è così, vorresti solo mandarle vie.

Un po’ come i genitori a cui è difficile vedere il figlio che piange perché si è fatto male. Correndo, nel pieno del suo entusiasmo, è caduto e si e sbucciato il ginocchio e loro a dire: “Su, su non è successo niente, non piangere così, adesso passa”. In verità vorrebbero sentirlo loro il dolore, vorrebbero non fosse successo, ce l’hanno anche con l’asfalto che è lì sulla strada, non poteva esserci l’erba che avrebbe fatto meno male?

Quando c’è il dolore, accettare e comprendere la comunicazione dell’altro è complesso. Non è che non l’accetti, solo vorresti non sentire male, non vorresti che l’altro sentisse tutto quel dolore e così invece che aprirti e comprende l’altro nel suo momento, anche versare una lacrima con lui, la tua mente tenta una soluzione. “Andrà tutto bene, vedrai non è niente…anche alla cugina della sorella di mio marito è successo e poi è andato tutto bene”

La mente tenta soluzioni per non farti sentire che fa male, per non farti sentire che sei impreparato, che non sai cosa dire che non hai una soluzione. In realtà l’unica soluzione è esserci, mettersi in secondo piano, ascoltare, solo COMPRENDERE.

Noi esseri umani abbiamo una forza straordinaria che ci permette di rialzarci, di ricominciare. Quante volte un bambino cade prima di imparare a camminare? quante volte prima di imparare a stare in equilibrio nella bicicletta?Ci rialziamo più facilmente quando qualcuno vede il nostro dolore, lo comprende, ci permette di esprimerlo tutto, completamente, finché il dolore non se ne va.

Ci sono dolori più grandi di altri, purtroppo non tutti sono solo ginocchia sbucciate, non bastano 10 minuti a farli passare.Certo è che tenerli dentro non aiuta, abbiamo bisogno di essere compresi prima di tutto, per lasciare uscire il dolore e poi continuare a comunicare per cercare soluzioni, per definire obbiettivi, mete o semplicemente per accettare. Abbiamo bisogno di costruire una rete di relazioni che tenga nei momenti difficili, che accolga, che sostenga.

Allego un articolo di Gramellini che risale al 2007, me l’ha fatto leggere un amico e l’ho trovato interessante, ancora molto attuale. Nell’articolo si parla di solitudine, io la definisco mancanza di comprensione, perché l’ho provata sulla mia pelle: si può anche non essere fisicamente soli, avere tante persone intorno a te, ma questo non ti assicura di essere compreso.

La mia vita, non è più così. Ho costruito la mia rete di relazione e il mio fine è consolidarla,ampliarla, aiutare l’altro a costruire la propria rete di relazioni, insegnare la comprensione

….e il dolore? Il dolore rimane dolore, come il buio rimane buio, ma la rete di relazione diventa la tua lampada per attraversare il buio.

Io ti consiglio: Investi nelle abilità, per costruire la tua rete di relazione!

http://www.lastampa.it/2007/04/24/cultura/opinioni/buongiorno/gentili-ascoltatori-h94W7uSlrK455PDWvIQsGO/pagina.html

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>